Bracciale da uomo in giada
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Bracciale da uomo con perle di giada da 8 mm
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Bracciale da uomo con perle di giada verde chiaro
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Bracciale da uomo in perle di giada
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Bracciale da uomo in perle di giada vera
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Bracciale in giada con perle Izaiah da uomo
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Bracciale in giada e pelle da uomo
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Bracciale in pelle con pietra di giada Hayes da uomo
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Bracciale in pelle con pietra di giada jasiah da uomo
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Bracciale in pelle con pietra di giada Sylas da uomo
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Bracciale in pelle con pietra di giada Truett da uomo
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Bracciale in pelle con pietra di giada verde da uomo
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Bracciale in vera giada verde da uomo
Bracciale da uomo in giada: giadeite o nefrite, due pietre che si confondono sempre
Il termine giada indica in realtà due minerali diversi, ed è la prima cosa da capire prima di acquistare un bracciale. La giadeite (silicato di sodio e alluminio) presenta una durezza compresa tra 6,5 e 7 sulla scala di Mohs e una densità di circa 3,3. La nefrite (silicato di calcio e magnesio) è leggermente più tenera, da 6 a 6,5, ma la sua struttura a fibre intrecciate la rende più tenace: resiste meglio agli urti, il che è importante per un oggetto indossato ogni giorno al polso. La giadeite birmana dell’Alto Myanmar offre i verdi più saturi, detti «imperiali»; la nefrite di Hetian (Xinjiang) tende al verde spinacio, al bianco pecora o al nero.
Quale dimensione delle perle per un bracciale da uomo in giada
Su un polso maschile con una circonferenza da 18 a 20 cm, le perle da 12 mm sono visivamente adeguate; al di sotto dei 10 mm il bracciale tende ad assumere un aspetto femminile. Un filo di giada da 12 mm conta in genere da 16 a 17 perle per una circonferenza di 19 cm con elastico. Per un effetto più discreto sotto la manica di una camicia, scendete a 10 mm. Oltre i 14 mm, il peso diventa percepibile: una giada di 14 mm pesa facilmente dai 35 ai 40 g in totale, cosa che si nota alla fine della giornata.
Riconoscere una vera giada non trattata (tipo A)
Il mercato distingue tre categorie. Il tipo A è una giada naturale semplicemente cerata; il tipo B è stato sbiancato con l’acido e poi impregnato di resina per mascherare le fratture; il tipo C è tinto. Solo il tipo A conserva il suo valore nel tempo e non ingiallisce. Tre semplici verifiche prima dell’acquisto:
- Il tatto: la giada rimane fredda al tatto per diversi secondi, a differenza della plastica o della resina che si riscaldano rapidamente.
- Il suono: fate sbattere due perle l’una contro l’altra; una giada densa emette un suono chiaro e metallico, non un tonfo sordo.
- La luce: se guardata in controluce, la giada naturale mostra una texture granulosa o fibrosa irregolare, mai un colore perfettamente uniforme come quello delle caramelle.
Un certificato che menzioni esplicitamente « tipo A » o « non trattato » è l’unico argomento valido per un pezzo un po’ costoso. Diffidate delle « giade » vendute a prezzi stracciati con nomi ingannevoli come giada della Malesia (quarzo colorato) o giada del Transvaal (grossularia).
Colori e usi a seconda dello stile
Il verde scuro venato e la giada nera in nefrite si abbinano bene a un orologio in acciaio e a un look sobrio; passano inosservati durante le riunioni e risaltano meno di una pietra chiara. Il bianco e il grigio fumé sono adatti a chi vuole evitare l’effetto «pietra portafortuna» troppo connotato. In Cina, la giada si indossa tradizionalmente al polso sinistro, ma non esiste una regola pratica che lo imponga: scegliete il lato opposto alla mano con cui scrivete per limitare lo sfregamento contro la scrivania.
Cura di un braccialetto di giada
La giada teme poche cose, ma evitate profumi e gel idroalcolici spruzzati direttamente sulle perle: a lungo andare, l’alcol opacizza la cera superficiale di un tipo A. È sufficiente una pulizia con acqua tiepida e un panno morbido. Conservatelo separatamente: con una durezza di 7, la giadeite graffia l’oro e l’argento se entra in contatto con essi nella stessa scatola. Controllate l’elastico ogni sei mesi se il braccialetto è montato su filo elastico, poiché è questo che si rompe per primo, mai la pietra.